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A cosa serve studiare? «Ma a che cosa mi servirà nella vita quello che sto studiando?»

Perché un ragazzo arriva a pensare che studiare non serva?
Ragazzo annoiato sui libri: perché i ragazzi non vogliono studiare?

A cosa serve studiare?

«Ma a che cosa mi servirà nella vita quello che sto studiando?»

«Tanto questo nella vita non mi servirà.»

Se hai un figlio che frequenta le scuole medie o superiori, probabilmente questa frase l’hai già sentita.

Magari davanti a un esercizio di matematica.

A una pagina di storia.

A una versione di latino.

Tu provi a spiegare.

Sospira e ripete:

«Ma a che cosa mi servirà nella vita quello che sto studiando?»

Quando un ragazzo chiede a che cosa serve studiare, quella domanda non significa necessariamente che non abbia voglia di farlo.

La conclusione, però, arriva facilmente:

Non ha voglia di studiare.

È così che quella frase viene interpretata.

Eppure compare spesso nello stesso momento.

Quando l’esercizio non viene risolto.

Quando il capitolo sembra troppo lungo.

Quando la fatica prende il posto della curiosità.

Quando un ragazzo si chiede a che cosa serve studiare

Se non si trattasse di un semplice rifiuto?

Se ci pensi, non succede solo ai ragazzi.

Anche noi adulti affrontiamo più volentieri una fatica

quando ne comprendiamo il senso.

Una rinuncia pesa meno.

Un’attesa è più facile da accettare.

Perfino una giornata difficile cambia quando sappiamo perché la stiamo affrontando.

Forse è proprio da qui che vale la pena ripartire.

Il significato dello studio conta anche per la motivazione

Da anni la ricerca educativa mostra che la motivazione non dipende soltanto dall’impegno. Conta anche il valore che attribuiamo a quello che stiamo facendo.

Quando quello che impariamo ci sembra privo di significato, trovare la forza di continuare diventa più diffcile.

Non perché lo studio abbia perso valore.

Ma perché, in quel momento, quel valore non riusciamo più a vederlo.

Per questo quella frase merita di essere ascoltata con un po’ più di attenzione.

Non perché abbia sempre lo stesso significato.

Ma perché, qualche volta, potrebbe voler dire qualcosa di diverso da quello che immaginiamo.

La prossima volta che sentirai dire:

«Ma a che cosa mi servirà nella vita quello che sto studiando?»

forse arriverai alla stessa conclusione.

Forse penserai ancora che non abbia voglia di studiare.

Ma, prima di fermarti a quella spiegazione, potresti concederti un dubbio.

Perché, da quel momento, quella frase potrebbe non sembrarti più soltanto un rifiuto.

Potrebbe sembrarti una domanda autentica.

Una domanda sul senso di tutta quella fatica.

Domande frequenti

Quando un ragazzo chiede
«A cosa serve studiare?», significa che non ha voglia di studiare?

Non necessariamente.

La domanda sull’utilità dello studio può riguardare il significato che attribuisce a quello che sta facendo.

Prima di concludere che non abbia voglia di studiare, è quindi importante capire che cosa stia chiedendo.

Capire a che cosa serve studiare può influire sulla motivazione?

Sì. Il valore attribuito a un’attività è uno degli elementi che possono contribuire alla motivazione.

Questo non significa, però, che riconoscere il valore dello studio basti da solo a produrre motivazione o impegno.

Capire il valore dello studio basta per avere voglia di studiare?

No.

Riconoscere che quello che si studia abbia valore non garantisce automaticamente di iniziare, continuare o affrontare la fatica richiesta. Sono aspetti distinti, che meritano di essere considerati separatamente.

Per approfondire

La frase «studiare non mi serve» non nasce sempre dalla stessa ragione.

Nell’articolo «Studiare non mi serve: la stessa frase, ragioni diverse» vedremo tre ragazzi che arrivano alla stessa conclusione attraverso percorsi molto diversi.

Riferimenti scientifici

Eccles, J. S., & Wigfield, A. (2002). Motivational beliefs, values, and goals. Annual Review of Psychology, 53, 109–132.

Eccles, J. S., & Wigfield, A. (2020). From expectancy-value theory to situated expectancy-value theory: A developmental, social cognitive, and sociocultural perspective on motivation. Contemporary Educational Psychology, 61, 101859.

Ryan, R. M., & Deci, E. L. (2020). Intrinsic and extrinsic motivation from a self-determination theory perspective: Definitions, theory, practices, and future directions. Contemporary Educational Psychology, 61, 101860.

Hidi, S., & Renninger, K. A. (2006). The four-phase model of interest development. Educational Psychologist, 41(2), 111–127.

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